Corso Umberto I a Olbia: strada pedonale lastricata in granito, palazzi bassi con persiane verdi e tavolini all'aperto sotto ombrelloni bianchi, con passanti in una giornata di sole
Corso Umberto I, Olbia — foto: Dr. Thomas Liptak · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva nel nord-est della Sardegna di solito vede Olbia due volte: il giorno dell'arrivo e quello della partenza. In mezzo sta sulla costa. È un peccato, perché la città regge bene una giornata intera e si gira quasi tutta a piedi.

Il centro è pianeggiante e raccolto. Tra una tappa e l'altra dell'itinerario che segue non ci sono mai grandi distanze, e l'unico dislivello vero è quello che porta alla basilica. Ecco come metterle in fila.

Mattina: il Corso Umberto e il centro

Il Corso Umberto I è l'asse della città: una via pedonale che scende verso il porto, con i negozi, le panchine e i tavolini all'aperto. Al mattino è il punto in cui Olbia si muove davvero, tra chi fa la spesa e chi prende un caffè in piedi.

Percorrilo una prima volta senza fermarti troppo, per prendere le misure, e lascia le soste al ritorno. Dalle vie laterali si entra nel tessuto più vecchio, fatto di case basse e cortili.

San Simplicio, la chiesa di granito

La basilica di San Simplicio è il monumento più antico di Olbia e il principale edificio romanico della Gallura. È costruita in blocchi di granito locale e la sua forza sta nella sobrietà: tre navate, pochissime decorazioni, la luce che entra da finestre strette.

È dedicata al patrono della città, ricordato ogni anno a maggio con la festa più sentita dagli olbiesi. L'area intorno era una necropoli di età romana, e nelle murature si riconoscono pietre e iscrizioni riusate da quel periodo.

San Paolo Apostolo e il nucleo antico

A pochi passi dal corso c'è la chiesa di San Paolo Apostolo, riconoscibile dalla cupola rivestita di maioliche colorate che si vede da mezza città. Il contrasto è netto: fuori il colore, dentro il granito.

Da qui il giro può proseguire senza una meta precisa, tra le piazzette e i vicoli del nucleo antico. È la parte della passeggiata in cui si cammina piano, guardando i dettagli delle facciate.

Il museo archeologico e le navi romane

Il Museo Archeologico sta sull'acqua, in un edificio moderno vicino all'attracco dei traghetti. Racconta i duemila anni di porto della città: la fondazione in età punica, il periodo romano, quello che è venuto dopo.

I pezzi che colpiscono di più sono i resti delle navi romane recuperati durante i lavori nel porto. È legno vero, arrivato fino a noi perché rimasto sepolto nel fango del fondale. Giorni e orari di apertura cambiano con la stagione.

Pomeriggio e tramonto sul lungomare

Nel pomeriggio il baricentro si sposta verso l'acqua. Il lungomare segue il golfo con una passeggiata larga; nella stagione calda i banchetti serali e i locali all'aperto la tengono viva fino a tardi.

Il golfo di Olbia è chiuso e riparato, quindi qui il mare è quasi sempre piatto. Sullo sfondo si distingue il profilo di Tavolara: vista da vicino è una montagna che esce dall'acqua, da questa distanza sembra un fondale dipinto.

Se avanza tempo, appena fuori dall'abitato si può aggiungere il pozzo sacro di Sa Testa, un pozzo nuragico ancora leggibile nella sua pianta. È una deviazione breve e cambia registro rispetto al resto della giornata.

Come incastrare la giornata

  • Comincia presto dal corso: nelle prime ore è la parte migliore del giro e il caldo non è ancora un problema.
  • Metti la basilica a metà mattina, prima delle chiusure di mezzogiorno, che nelle chiese sono la regola.
  • Tieni il museo per il primo pomeriggio: è al coperto e nelle ore calde è la scelta più sensata.
  • Lascia il lungomare al tramonto e non a mezzogiorno: è il momento in cui cambia davvero.
  • Se hai un'auto a noleggio, in centro lasciala ferma. Le distanze di questo itinerario si coprono meglio a piedi.

Una giornata così non esaurisce Olbia, ma la rimette al posto giusto: non un luogo di transito fra l'aeroporto e la costa, ma il punto da cui si parte la mattina e a cui si torna la sera.

Le chiese restano luoghi di culto: durante le funzioni la visita si limita. Le aperture del museo e il programma della festa di San Simplicio li pubblica il Comune di Olbia sui suoi canali ufficiali, ed è lì che vanno verificati prima di uscire di casa.

Il centro si gira meglio dormendo in città

Dormire a Olbia invece che sulla costa toglie i due spostamenti più lunghi della giornata: si esce la mattina e si rientra la sera senza rifare la strada. Casa del Gelsomino ha due camere con bagno privato e colazione, in Via Tiziano 10.