Dal lungomare, dalla strada per Pittulongu, dal finestrino dell'aereo poco prima di atterrare: all'imboccatura del golfo si alza un blocco di roccia chiara, con i fianchi verticali e la cima lunga e piatta. È l'isola di Tavolara, e a Olbia sta sull'orizzonte tutti i giorni.
Da riva sembra un posto dove non si mette piede. In realtà ci si va, e non serve organizzare una spedizione: dal molo giusto la traversata è breve e in mezza giornata si è di ritorno. Conviene però sapere prima come funziona, perché intorno all'isola c'è un'area marina protetta con regole precise e una parte di Tavolara non è visitabile.
Una montagna finita in mezzo al mare
Tavolara è un massiccio di calcare lungo poco più di cinque chilometri e largo meno di uno, con la cima che supera i cinquecento metri. Attorno, la Gallura è fatta di granito: l'isola è un corpo estraneo, ed è per questo che si riconosce da qualunque punto della costa. Cambia colore durante il giorno, dal grigio del mattino all'arancio dell'ora prima del tramonto.
Sulle pareti alte vivono capre selvatiche. Si racconta da sempre che abbiano i denti color oro, effetto dei minerali contenuti nelle erbe e nei licheni di cui si nutrono. È uno di quei dettagli che a Olbia conoscono tutti e che nessuno si stanca di ripetere.
L'Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo
L'isola non è sola: fa parte di un'area marina protetta istituita alla fine degli anni Novanta, che si estende lungo la costa fino a San Teodoro e comprende anche le isole di Molara e Molarotto. Il fondale è coperto per larghi tratti da praterie di posidonia, la pianta che ossigena l'acqua e tiene in piedi tutto il resto della catena.
L'area è divisa in zone con livelli di tutela diversi: in alcune si può nuotare, navigare e ormeggiare rispettando i limiti, in altre l'accesso è riservato alla ricerca. La zonizzazione e le ordinanze cambiano nel tempo, quindi si verificano prima di partire sui canali ufficiali dell'area protetta.
Come si arriva
Il punto di partenza più comune è il porticciolo di Porto San Paolo, sulla costa poco a sud di Olbia, da cui i barchini raggiungono lo Spalmatore di Terra. Escursioni in barca partono anche da Olbia e da Porto Istana, e in molti casi non si fermano solo a Tavolara: girano intorno all'isola, passano davanti a Molara e fanno tappa in qualche cala della costa.
- In alta stagione i posti finiscono presto: si prenota con qualche giorno di anticipo.
- Le partenze sono quasi tutte al mattino, con rientro nel pomeriggio.
- Il mare comanda: con vento forte le corse possono saltare, meglio tenere un piano B.
- Servono acqua, cappello, crema solare e scarpe che si possano bagnare.
- Sull'isola non ci sono negozi: quello che serve si porta da terra.
Lo Spalmatore di Terra e il regno dei Bertoleoni
Le barche approdano allo Spalmatore di Terra, la lingua bassa e sabbiosa all'estremità occidentale dell'isola. È l'unico pezzo di Tavolara pianeggiante e l'unico abitato: sabbia chiara, acqua bassa e trasparente, qualche costruzione, il piccolo cimitero della famiglia che qui vive da generazioni. Il resto è parete. L'estremità orientale è zona militare e non si visita, mentre la salita verso la cima si fa solo accompagnati da guide autorizzate.
La storia che si racconta allo Spalmatore riguarda i Bertoleoni, primi abitanti stabili dell'isola nell'Ottocento. Secondo il racconto tramandato, il re Carlo Alberto sbarcò a Tavolara per cacciare le capre dai denti d'oro e, prima di ripartire, riconobbe al capofamiglia il titolo di re dell'isola. Da lì l'etichetta di regno più piccolo del mondo, che i discendenti portano ancora con una certa ironia.
D'estate lo Spalmatore ospita anche una rassegna di cinema all'aperto, con lo schermo montato sulla spiaggia e la montagna alle spalle. Le serate cambiano di anno in anno: programma e modalità di partecipazione si trovano sui canali ufficiali degli organizzatori e del Comune.
Sott'acqua
Per lo snorkeling basta entrare dalla spiaggia dello Spalmatore: il fondale resta chiaro a lungo e tra la posidonia si vedono saraghi, salpe, castagnole e occhiate. Chi ha il brevetto trova qui alcuni dei punti di immersione più conosciuti del Mediterraneo occidentale, con pareti che scendono verticali e gorgonie sui secchi al largo. Le immersioni si fanno con i centri autorizzati, che conoscono i limiti di ogni zona.
Le regole, in breve
- Non si raccoglie niente: né conchiglie, né sabbia, né organismi vivi.
- Pesca, navigazione e ormeggio seguono regole diverse a seconda della zona.
- I rifiuti tornano indietro con chi li ha portati.
- Sui sentieri si resta dentro il tracciato e si rispettano le aree chiuse.
Le gite a Tavolara partono presto
Dormire a Olbia toglie un'ora di strada alla sveglia. Le camere sono due e in alta stagione si riempiono in fretta, meglio scrivere per tempo; se parti molto presto, dillo prima e vediamo come organizzarci con la colazione.